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La storia di Albinen

Storia della località

Albinen Geschichte nostalgisch sw

A cura di Paul Heldner, cronista di Glis
Gli studiosi non concordano sull’origine del nome Albinen, che può infatti derivare sia da "Albignion" e significare alpeggio, che da "Arbignon" e voler dire bosco. Entrambi i nomi provengono dal dialetto francone e, visto che non si può determinare con sicurezza se Albinen a quei tempi (tra il settimo e il nono secolo) fosse ancora una foresta vergine o un alpeggio, il significato rimane controverso. Ma, indipendentemente dal fatto che all’epoca dei Franchi questa zona fosse una regione selvaggia o un pascolo alpino, si può affermare con sicurezza che era abitata già molto tempo prima, come testimoniano i tumuli celtici che risalgono ad epoca preistorica.

All’incirca nell’undicesimo secolo d.C. popolazioni di lingua tedesca si trasferirono da Leukerbad ad Albinen, trasformando quindi la foresta o l’alpeggio in un’area ad insediamento fisso. Il nome “Albignun” è documentato per la prima volta nel 1224. Dal 1339 si ritrova anche l’opzione ortografica “Arbignon”.

Anche il Patriziato risale a vecchia data e dovrebbe essersi formato poco dopo l’anno 1226, in quanto proprio allora gli agricoltori di Albinen si erano “associati” per acquistare dal Vescovo i diritti detenuti dallo stesso su Albinen. L’archivio municipale conserva ancora oggi l’atto ufficiale di costituzione.

Albinen comprende anche i Comuni di "Tschingeren", menzionato negli annali già nel 1224, e "Dorben", che viene indicato per la prima volta nel 1250. Secondo la tradizione “Dorben”, di cui oggi si può ancora ammirare la piazza del Municipio, rappresentava sicuramente la località più importante. Quanto tramandato è confermato dal fatto che la supremazia politica si è definitivamente trasferita ad Albinen solo verso il 1350 e che precedentemente il Comune veniva chiamato "Dorben - Albinen"; pertanto la sede originaria destinata alle riunioni (la cosiddetta “Thingplatz”) era sicuramente situata a “Dorben” e non ad Albinen.

Insediamenti da proteggere

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Storia e sviluppo storico
Nel 1226 "Albinen" viene indicato per la prima volta in atti ufficiali. I nomi catastali sono quasi unicamente di origine romanica, la lingua tedesca si è imposta solo verso la fine del Medioevo. Dal punto di vista ecclesiastico, il paese faceva parte di Leuk, prima di diventare parrocchia nel 1737, ottenendo una chiesa propria. Fino al ventesimo secolo gli abitanti della zona montana vissero cibandosi quasi esclusivamente di alimenti di propria produzione. Il paese era raggiungibile infatti solo attraverso ripidi sentieri percorribili a piedi. L’Enciclopedia geografica della Svizzera indica che nel 1902 Albinen non disponeva di una trattoria, né di un negozio di alimentari o di un magazzino del sale. All’epoca in paese vivevano 380 persone, il record assoluto nella storia del comune. Dagli anni Quaranta infatti il numero degli abitanti continua a ridursi e nemmeno la strada automobilistica inaugurata negli anni Sessanta riesce a frenare questo trend. La nuova strada però ha modificato la situazione professionale degli abitanti, trasformando il paesino agricolo in una località di vacanza. Se nel 1960 più di due terzi della popolazione lavorativa erano occupati nell’agricoltura, dopo soli dieci anni il numero era sceso a 33 e nel 1990 solo il tre percento dei lavoratori, su una popolazione di 242 persone, erano agricoltori.

Intercorrelazione delle frazioni comunaliIl compatto agglomerato abitativo affascina per la sua posizione mozzafiato, su un ripido versante che si affaccia sulla gola del Dala. Sembra quasi “incollato” al declivio e si differenzia rispetto alla maggioranza dei paesini montani della regione, che di solito sorgono su terrazzamenti. Le ridotte possibilità di sfruttare il terreno disponibile hanno comportato una notevole concentrazione degli edifici. Le case di legno si distribuiscono lungo il pendio, con la tipica alternanza di edifici ad uso abitativo e non. Al centro del piccolo e raccolto agglomerato abitativo troneggia su tutti i tetti circostanti l’imponente chiesa, dall'intonaco di colore chiaro, con il tetto in lamiera ricurvo e l’interessante campanile. Si possono ancora ammirare abitazioni originarie del diciassettesimo e diciottesimo secolo, tutt’ora ben conservate. Inoltre, visto che i frontoni di tutte le abitazioni sono rivolti a valle, la fisionomia del paese risulta sorprendentemente omogenea. 

Classificazione
L’ISOS classifica Albinen come località di importanza nazionale. Sia la posizione, che le caratteristiche spaziali e architettoniche hanno ottenuto un’ottima quotazione. La valutazione complessiva è: eccellente! Qualifica del paese a livello regionaleL'ISOS ha valutato il paese come indicato di seguito:

  • XX (di XXX) per le qualità legate alla posizione. Particolare posizione grazie alla struttura unica di agglomerato abitativo chiuso su un pendio ripido, che si erge alto sulla gola del Dala: il profilo paesaggistico è però pregiudicato da aree circostanti con eccessiva densità edilizia.
  • XXX (di XXX) per le qualità legate agli spazi. Particolari qualità legate agli spazi, grazie alla struttura edile molto fitta, del tutto particolare e straordinariamente omogenea, senza rigide gerarchie, con presenza di costruzioni ad uso abitativo e non, di dimensioni medio - piccole, per gli interessanti accenni di disposizione a schiera delle abitazioni e l’affascinante piazza del paese.
  • XX (di XXX) per le qualità storico-architettoniche. Straordinarie qualità storico-architettoniche, grazie alla notevole presenza di tipiche costruzioni regionali realizzate in tronchi d’albero e al raro esempio di una nuova chiesa parrocchiale, ben integrata dal punto di vista architettonico.

Le scale di Albinen

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Se si chiede agli abitanti del luogo quando sono state realizzate le scale, da chi e a quale scopo, la risposta è: “Non lo so”. E nemmeno noi abbiamo informazioni più precise. L’unica certezza: nel 1781 viene pubblicata una "Carte generale de la suisse par un voyageur françois". L’autore, Jean Benjamin de la Borde, ha riportato in dettaglio questo speciale punto di accesso da Leukerbad ad Albinen (o "Alpen"?) e ha raffigurato schematicamente due scale.

Quando non si hanno informazioni precise, nascono numerose speculazioni, come ad es.: 

  • Forse gli Alemanni, che attorno all’anno 800 d.C. avevano valicato il Gemmi e si erano insediati nella conca di Leukerbad e nella zona dei Sonnenberge (Albinen, Guttet, Feschel, Jeizinen), avevano utilizzato il percorso con le scale di Albinen?
  • Oppure durante il Medioevo i pastori e i cacciatori avevano trasportato su questo percorso le loro merci e la loro selvaggina?
  • Molto probabile risulta la tesi che le scale di Albinen, assieme all’antica “Via romana” rappresentassero un secondo proseguimento del passo del Gemmi dalla valle del Kander alla valle del Rodano.

Ma a parte tutti i dubbi: provate personalmente questo percorso e aiutateci a scoprirne il misterioso passato. Ne vale la pena! Le scale di Albinen oggiOggi le scale di Albinen costituiscono uno spettacolare percorso escursionistico, che collega Leukerbad e Albinen. Si tratta di 8 scale, mantenute in perfette condizioni, distribuite su un dislivello di circa 100 metri. Gli escursionisti che non soffrono di vertigini devono assolutamente provare una volta nella vita questo percorso, quasi una strada ferrata. A proposito: la salita richiede meno coraggio della discesa....

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